Giovedì 5 novembre 2026 ore 21 “La continuità del male. Che cosa resta del fascismo nell’Italia di oggi?”
Con Tomaso Montanari, storico dell’arte, saggista, professore ordinario di Storia dell’arte moderna, Rettore dell’Università per stranieri di Siena. I suoi studi si concentrano in particolare sull’arte del Seicento e sul patrimonio culturale, temi che ha sempre intrecciato con l’impegno civile e politico. Tra i suoi ultimi libri: Libera Università, Per Gaza e La continuità del male-Perché la destra italiana è ancora fascista.
Leggere l’ultimo libro di Tomaso Montanari – La continuità del male – significa trovarsi di fronte a tutto ciò che la nostra Carta Costituzionale antifascista ha voluto cancellare: la razza, il nazionalismo, l’identità, il patriarcato, le diseguaglianze, l’autoritarismo.
Che cosa resta del fascismo nell’Italia di oggi ce lo spiega Tomaso Montanari analizzando il linguaggio e la mentalità degli attuali dirigenti e militanti della destra italiana, ossessionati dalla sconfitta del fascismo, che non rimpiangono ma anche non rinnegano il passato, cercando di costruire, anche con tesi storiche revisioniste, una nuova realtà basata su ciò che è stata la dittatura di Mussolini.
Per Tomaso Montanari chiamare le cose con il loro nome diventa una necessità democratica per capire che cosa sta accadendo in quel filo nero di continuità dal dopoguerra ad oggi e l’idea di una nazione guidata da un capo coi pieni poteri, i cui confini devono essere difesi anche in modo violento contro lo straniero, che non può ammettere conflitti al suo interno e difende la disuguaglianza contestando la legittimità del conflitto sociale, con una concezione della famiglia patriarcale e la necessità di “far tornare la donna al suo posto”, cioè generatrice di figli al servizio della patria, insieme all’obiettivo di plasmare e uniformare “veri italiani” rafforzando l’ordine e la disciplina nelle scuole anche attraverso nuove sanzioni e punizioni e difendendo “la razza” creando paure contro gli immigrati che ruberebbero il lavoro e “l’identità” agli italiani.
Per spezzare questa “continuità del male” ed esercitare un nonviolento diritto di resistenza, Tomaso Montanari ci dice che “è urgente ricominciare ad attuare il progetto della Costituzione della Repubblica, assumendo come bussola suprema la persona umana (..) ed è ancora più urgente imparare ad amare le persone diverse da noi: uguali nei diritti e uniche, irripetibili, incontrollabili e libere nella loro meravigliosa diversità”.