La Stagione 2026/2027 del Teatro Toselli di Cuneo si avvicina: quindici appuntamenti fra teatro civile e personaggi amati dal grande pubblico

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In calendario, tra gli altri, gli spettacoli di Sabina Guzzanti, Stefano Massini e Umberto Orsini, ma c'è anche spazio per Elio (senza Storie Tese) e l'adattamento del romanzo di Lagioia "La città dei vivi"

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01 Ottobre 26

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Svelata la Stagione 2026/2027 del Teatro Toselli, realizzata dalla Città di Cuneo in collaborazione con la Fondazione Piemonte dal Vivo: quindici spettacoli per un cartellone che dedica grande attenzione alla narrazione civile, con affondi su temi di attualità, coinvolgendo personaggi trasversali della cultura pop e spaziando attraverso formati ibridi, inclusa la danza contemporanea con un appuntamento della rassegna We Speak Dance.

Il primo spettacolo in cartellone, il 19 novembre, è dedicato a un episodio tragico della storia recente: OLTRE. Come 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande ripercorre la drammatica vicenda del volo 571 dell’aeronautica uruguaiana, precipitato nel 1972. A distanza di oltre cinquant’anni, Fabiana Iacozzilli e Linda Dalisi hanno raggiunto Montevideo e incontrato alcuni sopravvissuti, raccogliendo le loro testimonianze dirette, documenti e memorie, che rivivono in scena nell’interpretazione di sette performer affiancati da marionette a grandezza naturale, realizzate da Paola Villani.
Il 27 novembre è in programma Giulio Cesare o la notte della repubblica, con la regia di Marco Lorenzi e la riscrittura drammaturgica dello stesso Lorenzi e di Lorenzo De Iacovo; lo spettacolo trae ispirazione dal celebre dramma shakespeariano per esplorare il legame tra potere, individuo e fragilità delle democrazie contemporanee; su tutto, aleggiano i monologhi del fantasma di Giulio Cesare, affidati alla partecipazione in video di Danilo Nigrelli.

Uno dei manga cult più celebri viene trasformato, grazie alla drammaturgia di Linda Dalisi, in una riflessione attuale sulle convenzioni, sul potere e sul coraggio di seguire i propri ideali. Oscar, in scena il 5 dicembre con la regia di Antonio Latella e l’interpretazione di Sonia Bergamasco – già Nastro d’Argento per La meglio gioventù e Premio Ubu nel 2021/22 – segue il percorso di una donna cresciuta come un uomo per volontà del padre e destinata a ricoprire un ruolo di prestigio alla corte di Francia. Sullo sfondo degli eventi che conducono alla Rivoluzione francese, Oscar si confronta con i temi dell’identità, della libertà e della scelta personale.

Un delitto brutale, tra i più sconvolgenti casi di cronaca nera degli ultimi anni, diventa materia teatrale e approda a Cuneo il 10 dicembre. Liberamente tratto dal bestseller di Nicola Lagioia con regia, video e adattamento drammaturgico di Ivonne Capece, La città dei vivi interroga il confine tra narrazione e realtà, esigenza artistica e ossessione esistenziale, mettendo in gioco linguaggi digitali, performance dal vivo e attori virtuali.
In cartellone il 16 gennaio, Liberidì Liberidà è un monologo scritto e interpretato da Sabina Guzzanti, che torna a incontrare il suo pubblico con la sua ironia tagliente: in questa corrosiva critica sociale, Guzzanti riflette sulla libertà in un’epoca di cambiamenti e incertezze, mescolando politica, lavoro e tecnologia, invitando gli spettatori a soffermarsi su cosa significhi essere veramente liberi.

In Ilva football club, in programma il 24 gennaio, la storia della più grande acciaieria d’Europa s’intreccia alla leggenda di una piccola squadra nata proprio sotto le ciminiere dell’Ilva, per raccontare il destino di una città sacrificabile, che oggi è Taranto ma domani potrebbe essere qualunque altra. Lo spettacolo, ideato e prodotto da Usine Baug insieme ai Fratelli Maniglio e ispirato al romanzo di Fulvio Colucci e Lorenzo D’Alò, è vincitore del bando CURA 2022 ed è consigliato a partire dai 13 anni.
Ancora spazio al teatro civile e ai temi più caldi della storia recente con Lo zar di Stefano Massini, in doppia replica il 9 e 10 febbraio. Partendo da narrazioni autobiografiche di Vladimir Putin, lo spettacolo intreccia discorsi e conferenze sullo sfondo del crollo del sistema sovietico, percorrendo mezzo secolo di storia russa. Pubblicato da Einaudi e in corso di traduzione in diciotto lingue, il testo approda in teatro dopo la versione televisiva che, nella primavera del 2026, ha visto Massini interpretare Putin in prima serata, ottenendo un vastissimo risalto mediatico.

Vincitore del Premio della Critica A.N.C.T., Misurare il salto delle rane è atteso al Teatro Toselli il 15 febbraio: dark comedy ambientata in un piccolo paese di pescatori negli anni ’90, la nuova produzione di Carrozzeria Orfeo è un’indagine poetica e tragicomica sulla condizione umana contemporanea. Un’opera al femminile, in cui le tre interpreti Elsa Bossi, Marina Occhionero e Chiara Stoppa – candidata come miglior attrice non protagonista al Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2026 – danno volto alle tre diverse generazioni per la regia di Gabriele Di Luca (che firma anche il testo) e Massimiliano Setti.
Il programma prosegue il 26 febbraio con Wunder Tandem: un concerto-spettacolo dall’anima clownesca, nato come progetto di busking, tra mash-up imprevedibili, hit reinventate in chiave acustica e gag comiche che trasformano ogni esibizione in un’esplosione di musica e teatro.

Il 12 marzo Elio – del noto gruppo Elio e le Storie Tese – nello spettacolo La rivalutazione della tristezza intraprende un viaggio alla scoperta di un sentimento oggi temuto o rimosso, ma che attraversa la storia dell’arte e ogni forma di espressione umana. Attraverso parole e note di grandi artisti della tradizione musicale italiana e internazionale, lo spettacolo restituisce alla tristezza la sua dimensione più nobile e necessaria, anche grazie a una vera e propria band dal vivo sul palco in cui figura il pianista Alberto Tafuri, al fianco di Elio in molte avventure musicali, da X Factor agli show degli ultimi anni.

Diretto da Massimo Popolizio e interpretato da Umberto Orsini, Prima del temporale va in scena in doppia replica il 20 e 21 marzo. Un vecchio attore attende di entrare in scena per interpretare il protagonista del testo di August Strindberg: ne nasce un ritratto intimo e delicato del mestiere dell’attore e, insieme, un attraversamento della storia italiana dal dopoguerra a oggi, in una scenografia di forte suggestione.

Se non posso ballare… non è la mia rivoluzione porta in scena, a Cuneo il 31 marzo, l’incontro tra Serena Dandini – lo spettacolo si ispira al suo testo Il catalogo delle donne valorose – Lella Costa e Serena Sinigaglia alla regia. Da Marie Curie a Tina Anselmi, da Olympe de Gouges a Pina Bausch, da Emily Dickinson a Ilaria Alpi: donne straordinarie che hanno cambiato la storia, senza ricevere il giusto riconoscimento, trovano voce in un mosaico di talenti e coraggio.

Il 3 aprile Lino Guanciale e Gianmarco Saurino portano in scena Flusso, un “monologo per due attori”, in cui un solo personaggio si sdoppia tra il bambino che è stato e l’uomo che è. Una navigazione poetica sul senso dell’identità e del tempo, sul crescere, sul morire e sull’impossibilità di smettere di esistere. Il programma prosegue il 17 aprile con La futura classe dirigente; nato da un lungo lavoro di ascolto e raccolta di testimonianze, lo spettacolo di Caterina Marino (che troviamo anche in scena) trasforma le parole autentiche di bambini e bambine in un racconto teatrale ironico, poetico e sorprendentemente lucido.

Il cartellone si chiude il 22 aprile con Good Vibes Only (the great effort) di Francesca Santamaria, appuntamento in cui si intrecciano i percorsi delle rassegne We Speak Dance e Playtime. Secondo capitolo di una trilogia, il progetto nasce dall’osservazione del social network TikTok, avviata nel 2022, e si traduce in un infinito scrolling agito e subìto da un essere umano, secondo le logiche dell’iper-performatività e della stratificazione incessante di contenuti. Tuttavia, proprio in questo meccanismo frenetico, emerge l’inaspettato: il “non-performativo”, ovvero quell’errore umano e viscerale che scardina il congegno coreografico. Playtime, progetto ideato dalla Fondazione Piemonte dal Vivo in collaborazione con l’Impresa Sociale Stranaidea, si rivolge alle classi degli Istituti secondari di II grado del territorio regionale, allo scopo di avvicinarle ai linguaggi dell’arte performativa. We Speak Dance è la rassegna di danza diffusa sul territorio regionale, ideata da Fondazione Piemonte dal Vivo per ampliare in senso multidisciplinare la tradizionale proposta di prosa delle proprie stagioni teatrali. Una scelta specifica, con grandi nomi della scena italiana e internazionale, per valorizzare il linguaggio universale della danza, portando nei teatri di provincia l’eccellenza dell’arte coreutica e lo spirito che è proprio dei grandi festival.

 

 

Dichiarano Patrizia Manassero, Sindaca della Città di Cuneo, e Cristina Clerico, Assessora alla Cultura: «Il teatro non è solo un luogo: è il perimetro in cui una comunità si riconosce, si confronta e cresce. Per la nostra città, che custodisce una tradizione radicata, presentare una nuova stagione del Teatro Toselli significa quindi rinnovare un patto di cittadinanza culturale che si tramanda di generazione in generazione.
La proposta di quest’anno nasce da un’ambizione precisa: far dialogare la memoria con il futuro. Abbiamo costruito un percorso che unisce nomi consolidati della scena nazionale, Maestri indiscussi della regia e dell’attorialità, sguardi innovativi della drammaturgia contemporanea e nuovi talenti capaci di scardinare le convenzioni e accendere nuove curiosità. Non si tratta di scegliere tra tradizione e avanguardia, ma di abitare lo spazio in cui queste due anime si arricchiscono a vicenda.
Il palcoscenico è infatti lo specchio del nostro tempo complesso: la programmazione non può non tenerne conto ed ecco che sul palco troverete l’attualità e la riflessione profonda sui temi civili che attraversano la nostra società. Racconteremo la Storia con la “S” maiuscola, ma anche le piccole, immense storie individuali che aiutano a decifrare il presente. In un’epoca di fruizione culturale isolata e digitale, il teatro è al contrario avamposto di incontro e condivisione in tempo reale: trovarsi insieme per condividere un’emozione e accendere il pensiero critico. Buon viaggio a tutti i nostri spettatori.»

Aggiunge Matteo Negrin, Direttore di Piemonte dal Vivo: «Per Piemonte dal Vivo, una stagione teatrale è un patto che si rinnova tra il teatro e la sua comunità, capace di far dialogare artisti, programmatori e pubblico. Lavorando insieme agli Enti Locali, la Fondazione costruisce cartelloni unici che uniscono qualità artistica, grandi interpreti e nuove generazioni di creativi. Attraverso teatro, danza, musica e circo contemporaneo, la proposta offre strumenti per abitare la complessità del presente. Il teatro si conferma così uno spazio pubblico essenziale, inteso come luogo di incontro, ascolto, immaginazione e responsabilità condivisa».

A cura di

Ufficio Comunicazione

Ultimo aggiornamento: 01/10/2026, 10:47

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