Statuto del Comune di Cuneo

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Lo statuto di un comune è l'atto normativo fondamentale che stabilisce l'ordinamento generale dell'ente locale

Descrizione

Lo statuto di un comune è l’atto normativo fondamentale che stabilisce l’ordinamento generale dell’ente locale, paragonabile a una “costituzione locale”. Deliberato dal consiglio comunale con una maggioranza qualificata, definisce la struttura degli organi di governo, le competenze, i principi di partecipazione dei cittadini, i diritti e i doveri, l’organizzazione interna e le norme che promuovono l’uguaglianza e la parità di genere. È un documento che garantisce l’autonomia del comune e ne definisce l’identità. 

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Gli statuti di Cuneo nella storia

Nel giugno 1198 Cuneo appare già costituita in Comune. Un affresco realizzato alla fine del settecento nella attuale sala giunta del palazzo comunale raffigura il convergere di uomini attorno alla cappella di Nostra Signora del Bosco, per fondare la nuova città.

Quegli uomini si ribellavano così alle superate ma ancora potenti pretese feudali, decisi a porre le basi di un nuovo diritto, di nuove regole di convivenza civile.

La storiografia locale ha documentato con persuasività i primi passi contrastati della vita comunale di Cuneo, la sua crisi (se non scomparsa) agli inizi del secolo XIII, la rinascita nel 1231, il consolidamento definitivo sanzionato dall’imperatore Federico II pochi anni dopo. E già in questa occasione si riconoscono alla città le sue consuetudini, che saranno via via confermate dai signori che si susseguono a Cuneo, fino alla conclusiva dedizione ai Savoia nel 1382, ugualmente fissata nei citati affreschi del palazzo municipale. Sarà soprattutto durante i due periodi angioini (1259-1275, 1305-1382) che la città svilupperà la sua vocazione e la pratica dell’autogoverno comunale, fino alla redazione degli Statuti (Corpus Statutorum Comunis Cunei), di cui si conserva il codice manoscritto del 1380 con il sigillo “NOTUM SIT CONTIS Q CUNEUM CAPUD EST PEDEMONTIS”.

Questi sono infatti il risultato di un accumulo di norme che riflettono i caratteri della vita cittadina, le forme di riorganizzazione della società, il governo della cosa pubblica, l’amministrazione della giustizia.

“Gli Statuti comunali, che costituiscono per la vita interna della villa medioevale un diritto del tutto particolare (ius proprium) in pratica a deroga ed integrazione del diritto comune vigente ma non contrario ai suoi principi fondamentali, sono anche l’arma principe con cui i comuni si tutelano di fronte ad un eventuale strapotere del signore, sempre più tendente a soffocare quella libertà della vita civile duramente conquistata” (Piero Camilla).

La libertà costituisce appunto una delle chiavi di lettura più pregnanti e suggestive della storia di Cuneo.

Ultimo aggiornamento: 15/05/2026, 10:25

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