Piano Generale del Traffico Urbano – PGTU

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Strumento di pianificazione tecnica e amministrativa che definisce le politiche di mobilità della città

Descrizione

Il Nuovo Codice della Strada e le Direttive emanate per la redazione dei Piani Urbani Generali del Traffico Urbano (P.U.T.), come previsto dall’art. 36 del D.L. n. 285, definiscono un insieme coordinato di interventi per il miglioramento delle condizioni della circolazione stradale nell’area urbana, dei pedoni, dei mezzi pubblici e dei veicoli privati, realizzabili nel breve periodo – arco temporale biennale – e nell’ipotesi di dotazioni di infrastrutture e mezzi di trasporto sostanzialmente invariate. Il Piano del Traffico ha quindi carattere di immediata attuabilità. Gli obiettivi e gli ambiti di intervento sono riassumibili in: il miglioramento delle condizioni di circolazione (movimento e sosta), il miglioramento della sicurezza stradale (riduzione degli incidenti stradali), la riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico, il risparmio energetico. Il tutto in accordo con gli strumenti urbanistici e i piani vigenti e nel rispetto dei valori ambientali. Il PUT è quindi uno strumento di pianificazione subordinato rispetto al PRG vigente (eccezionalmente si possono proporre varianti al PRG con procedure di variazione degli strumenti urbanistici). Il Piano Urbano del Traffico (PUT) si articola su 3 livelli di progettazione: il 1° livello di progettazione è quello del Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU), inteso quale progetto preliminare o piano quadro del PUT, relativo all’intero centro abitato; il 2° livello di progettazione è quello dei Piani Particolareggiati del Traffico Urbano, intesi quali progetti di massima per l’attuazione del PGTU, relativi ad ambiti territoriali più ristretti di quelli dell’intero centro abitato, le circoscrizioni, i settori urbani, i quartieri o le singole zone urbane; il 3° livello di progettazione è quello dei Piani Esecutivi del Traffico Urbano, intesi quali progetti esecutivi dei Piani Particolareggiati del Traffico Urbano. La durata di attuazione del Piano del Traffico non deve superare i 2 anni dalla sua approvazione, avvalorata dalla prescrizione, contenuta nell’art. 36 comma 5 del nuovo codice della strada, di obbligo di aggiornamento biennale. Le direttive per l’approvazione del P.G.T.U. prevedono che: “redatto il PGTU, esso viene adottato dalla Giunta Comunale, e viene poi depositato per trenta giorni in visione del pubblico, con relativa contestuale comunicazione di possibile presentazione di osservazioni anche da parte di singoli cittadini. Successivamente, il consiglio comunale delibera sulle proposte di Piano e sulle eventuali osservazioni e controdeduzioni e procede, infine, alla sua adozione definitiva”. Per i successivi piani di dettaglio (piani particolareggiati e piani esecutivi) sono sufficienti approvazioni di Giunta e/o determinazioni dirigenziali. Gli elaborati progettuali del PGTU devono essere redatti in scala da 1:25.000 fino ad 1:5.000. Gli elaborati progettuali di questo 2° livello di progettazione devono essere redatti in scala da 1:5.000 fino ad 1:1.000. Gli elaborati progettuali di questo 3° livello di progettazione devono essere redatti in scala da 1:500 fino ad 1:200. Il PUT sviluppa proposte progettuali e azioni di governo relativi al sistema della sosta, a ZTL e aree pedonali, a interventi di moderazione del traffico a favore della mobilità dolce quali piste ciclabili e zone 30, a interventi per la riduzione degli spostamenti dei veicoli commerciali in ambito urbano (E-Commerce), a sistemi di ricarica per veicoli ecosostenibili e ad azioni immateriali di infomobilità. Il PUT, secondo le sopracitate direttive sui piani del traffico, è un piano di immediata realizzabilità con l’obiettivo di contenere al massimo, mediante interventi di modesto onere economico, le urgenti criticità della mobilità. Criticità, radicate e strutturali, potranno essere rimosse solo attraverso potenziamenti dell’offerta infrastrutturale e di servizi di trasporto pubblico collettivo, che costituiscono l’oggetto principale dei Piani dei Trasporti, realizzabile nel lungo periodo (arco temporale decennale). Il PUT ha, quindi, un significato più limitato e cioè di gestione ottimale degli spazi stradali esistenti: ove è necessario affrontare la gestione ottimale del trasporto collettivo stradale, il PUT può più propriamente essere denominato Piano della Mobilità Sostenibile. Pertanto, è all’interno del PUM o PUMS, che dovranno essere delineate le strategie ottimali di gestione del TPL con una particolare attenzione ai sistemi ettometrici che costituiscono, in particolari situazioni, una efficace alternativa ai classici bus urbani ed extraurbani.

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Ultimo aggiornamento: 10/09/2025, 12:41

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