“L’Angelo della morte” torna sullo schermo: il mostro che il mondo lasciò scappare

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Un film in bianco e nero riapre la ferita del Novecento e ricorda come Josef Mengele, invece di finire davanti a un tribunale, trascorse la vecchiaia al sole dell’America Latina, protetto da complicità che ancora oggi fanno arrossire

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27 Gennaio 26

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Dopo l’anteprima nazionale di stasera, martedì 27 gennaio, “La scomparsa di Josef Mengele” tornerà al Cinema Monviso con una serie di proiezioni, così che anche i più pigri tra gli appassionati di cinema non abbiano scuse per perdersi l’ultimo lavoro del regista russo Serebrennikov.

Il film affonda le mani in uno dei capitoli più vergognosi del Novecento e soprattutto nella figura di un individuo che definire “L’angelo della morte” è quasi un eufemismo. Josef Mengele, medico nazista, ad Auschwitz trasformò esseri umani in cavie da laboratorio, massacrando prigionieri con una freddezza che ancora oggi fa venire i brividi. E, come spesso accade ai peggiori, se la cavò: impunito, protetto, riverito da chi avrebbe dovuto consegnarlo alla giustizia.

Il film, tratto dal libro di Olivier Guez, non indugia sulle atrocità commesse nel lager, che pure basterebbero a riempire una biblioteca dell’orrore. Serebrennikov preferisce seguire il Mengele fuggiasco, quello che per anni vagò tra Argentina, Paraguay e Brasile, convinto di essere stato un servitore della “causa ariana” e del suo Führer “illuminato”. Una convinzione che, per quanto delirante, non lo abbandonò mai.

Il regista, influenzato dalla riflessione di Hannah Arendt sulla “banalità del male”, ci mostra un uomo repellente, rabbioso, incapace di mettere in discussione se stesso. E tuttavia, nella vecchiaia, perfino questo mostro lascia intravedere qualche crepa, qualche lampo di umanità: troppo poco, troppo tardi, ma sufficiente a ricordarci che il male non è un’entità astratta, bensì una possibilità sempre a portata di mano.

Girato come un vecchio noir, in un bianco e nero che non concede sconti, “La Scomparsa di Josef Mengele” ci sbatte in faccia ciò che l’uomo è stato capace di fare. E ci invita, senza tanti giri di parole, a guardare l’oggi con la stessa severità: perché la banalità del male non è un concetto da salotto, ma una realtà che continua a manifestarsi, spesso con una naturalezza ancora più inquietante di ieri.

Se mercoledì 28 gennaio, alle 18, la sala ospiterà l’assemblea del Comitato di quartiere Cuneo Centro, il film di Serebrennikov sarà proposto da giovedì 29 gennaio a martedì 3 febbraio, alle ore 21, con l’aggiunta degli spettacoli delle 16 e delle 18.30 domenica 1. Sabato 31 gennaio, alle 18.30, ancora una possibilità per vedere “Sorry, Baby”,  di Eva Victor. Infine, mercoledì 4 febbraio alle 21 sarà in programma una conferenza organizzata dall’associazione ProNatura.

Per ulteriori informazioni sulla programmazione, che può subire variazioni, è consigliato consultare il collegamento al portale Cuneo Cultura. In alternativa, è possibile contattare l’Ufficio Spettacoli del Comune di Cuneo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12.30, ai numeri 0171.444.812 – 818, o ancora, nelle ore serali, l’interno del cinema: 0171.444.666. I biglietti sono acquistabili il giorno dell’evento all’indirizzo ticket01 a partire dalle 9, oppure direttamente presso la biglietteria del cinema da 30 minuti prima della proiezione.

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A cura di

Ufficio Comunicazione

Ultimo aggiornamento: 27/01/2026, 15:23

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