Il Comune, a fronte di un bando pubblico di selezione, può attribuire in concessione un immobile a soggetti privati per un periodo lungo, affinché gli stessi possano effettuare, in qualità di concessionari, gli interventi di riqualificazione o riconversione necessari per rendere l’immobile suscettibile di una utilizzazione economica e di una valorizzazione patrimoniale.
Le concessioni di valorizzazione sono strumenti di partenariato pubblico-privato attraverso cui lo Stato o gli enti locali danno in concessione a privati, mediante gara pubblica, immobili di proprietà. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio pubblico, che può includere la riqualificazione e lo sviluppo di attività economiche, tramite un accordo a lungo termine (fino a 50 anni) e a fronte di un canone.
L’art. 58 del d.l. 112/2008 dispone l’obbligo delle Regioni, Province e Comuni di individuare beni ricadenti nel proprio territorio di competenza non strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali e suscettibili di valorizzazione/dismissione.
In attuazione della suddetta legge, il Comune individua via via immobili suscettibili di riqualificazione e riconversione tramite interventi di recupero, restauro, ristrutturazione, anche con l’introduzione di nuove destinazioni d’uso finalizzate allo svolgimento di attività economiche o attività di servizio per i cittadini – ferme restando le disposizioni contenute nel Codice dei Beni culturali e del Paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 – e attraverso opportuni bandi ad evidenza pubblica individua i soggetti ai quali affidarne la valorizzazione.