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1.1 Entro il 2030, eliminare la povertà estrema per tutte le persone in tutto il mondo, attualmente misurata come persone che vivono con meno di $1,25 al giorno

Persone senza fissa dimora

Le più recenti indagini effettuate dall’ISTAT ci dicono che “le persone senza dimora” in condizioni di estrema povertà in Italia sono in costante aumento.

Su un campione di 158 comuni italiani (dati 2015), gli “homeless” che hanno utilizzato almeno un servizio di mensa o accoglienza notturna, sono oltre 50.000, il 2,43 per mille della popolazione iscritta presso i comuni considerati dall'indagine, valore in aumento rispetto a tre anni prima, quando era il 2,31 per mille. Si tratta per lo più di uomini, stranieri, con meno di 54 anni, prevalentemente con basso titolo di studio.
Nel 2016, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la fio.PSD Onlus (Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora) hanno sottoscritto un Protocollo d'intesa per la promozione di azioni volte a ridurre il numero di persone senza dimora, ad alleviarne la condizione di disagio e a favorire, nei servizi, una presa in carico appropriata. Gli interventi, a valere sui Programmi operativi nazionali e regionali FESR, FSE e FEAD, hanno utilizzato come principale riferimento le Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia, oggetto di apposito Accordo in sede di Conferenza Unificata tra il Governo, le Regioni, le Province Autonome e le Autonomie locali.
La Direzione Generale per l'inclusione e le politiche sociali, dove è incardinata l'Autorità di Gestione del PON Inclusione e del PO I FEAD (Fondi di Aiuti Europei agli Indigenti), ha stanziato 50 milioni di euro per i progetti di intervento per il contrasto alla grave emarginazione adulta e alla condizione di senza dimora, da realizzare nel periodo 2016-2019. Le risorse stanziate (25 milioni a valere sul PON Inclusione e 25 milioni a valere sul PO I FEAD) sono state ripartite tra gli Enti territoriali (Città metropolitane, grandi Comuni e Ambiti territoriali) che presentano una concentrazione del fenomeno particolarmente rilevante. L'iniziativa si colloca all'interno della campagna #HomelessZero.
Il Decreto Legislativo 147 del 2017 ha contribuito a rifinanziare tali misure riservando, dal 2018, una cifra pari a 20 milioni di euro annui, a valere sul Fondo povertà, per interventi e servizi in favore di persone in condizione di povertà estrema e senza dimora.
La situazione di grave marginalità presente nel comune di Cuneo coinvolge non solo i cittadini cuneesi, ma anche persone provenienti dalla provincia e da fuori provincia, a causa del perdurare della crisi economica, della mancanza di lavoro, della difficoltà ad accedere ad una abitazione e a mantenerla, dell’incremento del numero di stranieri, fattori che si sono ulteriormente aggravati nei numeri e negli effetti a causa della crisi sanitaria da Covid-19.
Il Comune di Cuneo è capofila dell’ambito territoriale allargato e - in concorso con il Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese - in questi anni si è impegnato nell’ideazione ed attuazione di progettualità rivolte a soggetti “senza dimora” a valere sui fondi europei PON Inclusione e PON I FEAD-Fondi di Aiuti Europei agli Indigenti.

Risposta all’emergenza sociale

E-Point ‒ Osservatorio delle Emergenze: in questa direzione il Comune, nel 2018, ha attivato l’Osservatorio delle Emergenze e coordinamento delle risorse (E-Point - Punto di forza) composto da enti ed organizzazioni che sul territorio si occupano di fragilità e di marginalità sociale (Comune di Cuneo, Consorzio socio assistenziale del cuneese, Società di San Vincenzo de Paoli – Cuneo, Service Center “don Aldo Benevelli”, Comunità di Sant’Egidio, Associazione Pane al Pane Onlus, Diocesi di Cuneo - Caritas Diocesana, Unità di strada Papa Giovanni XXIII, APS Micò Cuneo, Fondazione Orizzonte Speranza Onlus, Croce Rossa Italiana – Comitato locale di Cuneo).

La rete del privato sociale, formata da diocesi, parrocchie e associazioni, svolgono un ruolo fondamentale nelle azioni di risposta all’emergenza sociale nell’ambito comunale, per questo l’amministrazione ha ritenuto fondamentale promuovere una ancor più forte collaborazione tra tutti i principali attori impegnati in ambito sociale, al fine di individuare in maniera sempre più metodica le strategie da mettere in campo per trovare risposte adeguate ai bisogni diffusi. Tale percorso ha generato la costituzione di un osservatorio comune delle emergenze sociali, che è al tempo stesso costituisce tavolo di coordinamento delle risorse e cabina di regia delle strategie operative.

Attualmente i servizi sociali segnalano la presenza di più di 100 persone senza dimora iscritte alle residenze virtuali presso il Comune di Cuneo. Sono presenti inoltre situazioni “nascoste” di soggetti in tali condizioni, anche in via contingente e/o legata a particolari eventi (es.: emergenza freddo, lavori stagionali in agricoltura, ecc.) e situazioni di soggetti seguiti dai servizi socioassistenziali, sanitari e del privato sociale che mantengono anagraficamente la loro ultima residenza pur essendo considerabili nella medesima categoria dei “senza dimora”. Dai dati emergono anche situazioni di persone senza dimora richiedenti asilo e rifugiati usciti dal sistema emergenziale dei CAS della Provincia che tendono a convergere verso il comune di Cuneo.

Contrasto alla grave emarginazione adulta

“PRIMA PERSONA PLURALE” è un interessante progetto di accoglienza e inclusione che si avvale del Fondo Sociale Europeo – PON Inclusione e dal Fondo europeo di aiuti agli indigenti FEAD (avviso n.4) e mira al rafforzamento della rete pubblica e privata che si occupa di contrasto alla grave emarginazione adulta e della condizione dei senza fissa dimora. Il progetto nasce a gennaio 2019 dalla collaborazione tra il Comune di Cuneo - capofila dell’ambito territoriale allargato, il Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese, l’A.S.O. Santa Croce e Carle, la Caritas Diocesana, l’Associazione Papa Giovanni XXIII, la Compagnia di San Vincenzo e altre realtà del terzo settore impegnate nel contrasto all’esclusione sociale e all’emarginazione. Il progetto promuove il superamento di un approccio di tipo emergenziale legato al solo soddisfacimento di bisogni immediati (distribuzione vestiario, prodotti di emergenza), in favore di azioni di accompagnamento che portino al rapido inserimento dei soggetti in stato di bisogno in abitazione, per avviare percorsi di autonomia e inclusione sociale. Le realtà coinvolte del terzo settore (la Parrocchia del Cuore Immacolato, la cooperativa Il ramo, la cooperativa Emmanuele e la cooperativa Momo) mettono a disposizione della comunità un’equipe di professionisti del sociale, di educatori, di animatori di comunità e di mediatori che con il costante presidio del territorio vanno ad intercettare e mappare le situazioni di marginalità, anche nei casi “nascosti”, per costituire, con l’ascolto, la prima interfaccia con il soggetto e fornire tempestivamente un orientamento ai servizi primari di accoglienza. Attualmente l’iniziativa prevede l’accompagnamento e il sostegno di n.15 persone senza dimora accolte presso le 6 strutture messe a disposizione delle organizzazioni partner nel percorso verso l’autonomia abitativa secondo le metodologie di Housing First (HF) e Housing Led (HL).

Se già prima dell’inizio dell’emergenza sanitaria, l’Italia scontava una situazione caratterizzata da forti disuguaglianze e povertà, la situazione si è drammaticamente aggravata con la diffusione del COVID-19 e le sue inevitabili conseguenze economiche, anche in quei territori - come il cuneese - che non evidenziavano statistiche preoccupanti. Sul fronte degli interventi a favore dei senza dimora e delle persone in condizioni di povertà estrema, durante il periodo di lockdown, sono state valutate specifiche misure emergenziali di contrasto agli effetti sociali derivanti dalla diffusione dell’epidemia, mettendo in campo una pluralità di azioni, volte in particolare a predisporre spazi diurni per i senza fissa dimora e incrementando i pasti mensa sociali presso la Caritas.

Grafica del bando “Insieme andrà tutto bene”

Spazi diurni per senza fissa dimora: la Compagnia di San Paolo di Torino ha emanato il bando “Insieme andrà tutto bene”, volto all’erogazione di finanziamenti straordinari di sostegno ad iniziative atte a limitare gli impatti emergenziali sulla vita quotidiana della popolazione e sui meccanismi di crescita delle diseguaglianze, con particolare attenzione ad attività ed interventi di prossimità e azioni di supporto a favore di persone fragili, minori e famiglie in situazione di difficoltà.

Il Comune di Cuneo ha sostenuto l’iniziativa denominata “#AncheIoRestoACasa”, promossa dalla Società Cooperativa Sociale “Momo”. Il progetto, ha garantito l’attivazione di un sistema di accoglienza diurna per le persone senza fissa dimora presenti sul territorio, sprovvisti per condizione personale e sociale di una base residenziale da utilizzare durante la quarantena. La prossimità, garantita giornalmente, ha permesso di sostenere una rete di vicinanza e stabilità sul territorio, capace di fornire una risposta rapida alle specifiche esigenze di accoglienza, sostegno, anche in parte alimentare, orientamento e informazione, in sinergia con le opportunità ancora attive sul territorio in merito ai piani comunali di emergenza freddo per le ore notturne. L’azione ha visto il proprio svolgimento dal 23 marzo al 17 maggio 2020, con una proroga delle attività fino al 31 maggio 2020, considerando il perdurare del disagio sociale, a conclusione del periodo di lockdown.

Braccianti della frutta

Protocollo d’intesa Comune – Prefettura - Regione: il 30 giugno 2020 è stato siglato un protocollo tra la Regione Piemonte, la Prefettura di Cuneo, la Provincia, le associazioni datoriali (Confagricoltura, Cia, Coldiretti), la Caritas, l’associazione Papa Giovanni XXIII e i Comuni di Cuneo, Saluzzo, Busca, Costigliole Saluzzo, Lagnasco, Tarantasca, Verzuolo e Savigliano. Con questo accordo si è inteso affrontare congiuntamente l’emergenza sanitaria nel nostro contesto territoriale, in particolare rispetto ai migranti senza dimora, in particolare gli aspiranti braccianti agricoli provenienti da diverse regioni italiane del tutto privi di possibilità di sussistenza. Nell’ambito del protocollo era stata individuata l’ex scuola elementare di Tetti Roero quale struttura da dedicare a luogo di accoglienza dei lavoratori stagionali agricoli e degli aspiranti braccianti presenti sul territorio, ma nonostante la volontà dell’Amministrazione, non è stato possibile intraprendere tale percorso. Si è preferito optare quindi per una soluzione abitativa diffusa in grado di garantire l’accoglienza a quindici braccianti agricoli regolari, coinvolgendo Caritas Diocesana, Cuore Immacolato, Rifugiati in Rete - Cooperativa Momo che hanno messo a disposizione quindici posti creati ad hoc presso strutture di loro proprietà o diretta gestione.

Nell’ambito del progetto “Prima persona plurale”, avviato nel 2019, nel periodo emergenziale “l’unità di strada” ha fornito un contributo fondamentale, dato da che ha individuato e tracciato i diversi soggetti senza fissa dimora stazionanti presso l’area cittadina del Movicentro, andando a prevenire l’insorgenza di eventuali focolai epidemiologici dati dall’assembramento di queste persone.

Centro di accoglienza temporaneo

Centro di accoglienza temporaneo gestito da Croce Rossa Italiana: la Giunta comunale ha approvato il progetto “Centro di accoglienza dei senza fissa dimora”, che ha visto l’allestimento di un spazio di accoglienza temporaneo presso i locali all’interno del fabbricato comunale denominato “ex Caserma Piglione”, in via Bongioanni, già destinati a sede del centro di “Emergenza freddo - Lo sCRIgno”, gestito dalla Croce Rossa Italiana durante il periodo invernale.

Il Comune di Cuneo, il Comitato Cri di Cuneo e i soggetti del privato sociale quali Rifugiati in Rete, Comunità Papa Giovanni XXIII e Caritas, condividendo l’obiettivo di contrastare il disagio delle persone senza fissa dimora e garantire alle stesse la necessaria tutela in concomitanza con l’emergenza sanitaria in corso hanno deciso di attivare e gestire in sinergia, il centro di accoglienza temporaneo denominato “Lo sCRIgno”.
La struttura offre un ricovero notturno di emergenza a uomini e donne che hanno compiuto il diciottesimo anno di età, senza fissa dimora, che versano in particolari e gravi condizioni di disagio economico, familiare e sociale, anche legate al fenomeno cosiddetto “dei migranti della frutta”.
Possono accedere al dormitorio indistintamente cittadini italiani o stranieri, provenienti dai Paesi europei o non appartenenti all'Unione Europea, o apolidi, residenti e non residenti, che temporaneamente non possono provvedere personalmente al proprio sostentamento. La struttura è stata aperta il 25 luglio fino al 15 novembre 2020, dalle ore 20.30 alle 7.00 del giorno seguente. Il centro può ospitare un numero massimo di 45 persone.

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1.2 Entro il 2030, ridurre almeno della metà la percentuale di uomini, donne e bambini di ogni età che vivono in povertà in tutte le sue dimensioni in base alle definizioni nazionali

Misure di protezione sociale

L’obbiettivo previsto da questo Target di ridurre della metà la percentuale di uomini, donne e bambini di ogni età che vivono in povertà, si persegue tramite le misure messe in campo a livello nazionale ed attuate a livello locale, che sono descritte nel Target 1.1 per quanto riguarda il contrasto alla povertà e marginalità estrema e nel Target 1.3 per quanto riguarda le misure di protezione sociale a copertura dei poveri e dei vulnerabili.

Il Rapporto 2019 sui Servizi sociali territoriali piemontesi, predisposto dalla Regione Piemonte - Direzione Coesione Sociale, fornisce i dati aggiornati alla fine del 2017 e riferiti al triennio 2015-2017. Secondo tale rilevazione, i servizi sociali pubblici territoriali della provincia di Cuneo nel 2017 hanno registrato 37.086 utenti, pari al 14,4% degli utenti a livello regionale e al 6,3% della popolazione cuneese.
Il valore è in crescita per il secondo anno consecutivo, dal 2016 il numero è tornato a crescere. Nel biennio 2015-2017 l’incremento di utenti è stato pari a circa 1.500 unità. La categoria più numerosa è quella degli adulti non disabili (oltre 14.000 utenti), seguita da minori non disabili (7.081 utenti), anziani non autosufficienti (6.004), anziani autosufficienti (4.885), minori disabili (898) e adulti disabili (3.600).
L’indicazione operativa da cogliere è l’aggiornamento al 2020 del sistema di indicatori già presente a scala regionale, che consenta di monitorare tali fattori, nell’arco temporale di 10 anni.

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1.3 Applicare a livello nazionale sistemi adeguati e misure di protezione sociale per tutti, includendo i livelli minimi, ed entro il 2030 raggiungere sostanziale copertura dei poveri e dei vulnerabili

Logo del Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese

Il Comune assegna la funzione socio-assistenziale al Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese – C.S.A.C. a cui assicura la propria consistente quota di capitale annua. Alla quota storica consolidata - negli ultimi anni - si sono aggiunti apporti di carattere straordinario, in parte finalizzati a fronteggiare interventi di emergenza abitativa e bisogno primario per le famiglie, in parte dedicati ad interventi rivolti a minori stranieri non accompagnati e donne vittime di tratta (Target 5.3), con ulteriori risorse discendenti dalle erogazioni del 5 per mille per il sostegno al Progetto S.P.E.S.A. (Target 2.1).

In tali ambiti si è rivelata sempre più stringente la necessità di rafforzare i rapporti e le sinergie fra i Servizi Sociali comunali e il Consorzio in tema di inclusione e di misure di protezione sociale, per il coordinamento dei processi via via introdotti:

  • Reddito di cittadinanza (D.L. 28 gennaio 2019, n. 4);
  • misure emergenziali in materia di abitazione (Target11.1), attraverso cui il Consorzio amplia, in sinergia col Comune, il ventaglio di proposte di intervento e di localizzazione di beneficiari di misure locali (“Emergenza Casa”) e regionali (Agenzia Sociale per la Locazione e Morosità Incolpevole);
  • interventi socio assistenziali collaterali alla introduzione sul territorio di progetti SPRAR per l’accoglienza di profughi e rifugiati (Target 10.2), in cui il Comune di Cuneo agisce da capofila dell’ambito territoriale allargato.

In particolare nell’area strategica Povertà e inclusione sociale del Consorzio, rivolta ad Adulti in situazione di fragilità, rientrano tutti i servizi finalizzati a prevenire i fenomeni di disagio economico e di emarginazione sociale, oppure a sostenere le persone e i nuclei che manifestano bisogni di sostegno economico, accompagnamento al lavoro, fragilità sociale, problematiche connesse all’immigrazione, emergenza abitativa. In particolare, le attività/servizi afferenti a questa area riguardano l’assistenza economica, l’assistenza domiciliare, il servizio pasti a domicilio, l’integrazione Lavorativa e Servizio al Lavoro (SAL), gli Inserimenti in centri di accoglienza temporanea, il Reddito di cittadinanza.

In questo Target si evidenziano le attività svolte in sinergia fra i Servizi sociali comunali e il Consorzio in tema di inclusione e di misure di protezione sociale.

L’attuazione di una strategia specifica adottata a livello europeo e nazionale ai fini di identificare le misure da attuare per il contrasto alla povertà evidenzia una nuova consapevolezza circa le responsabilità che le politiche hanno nel realizzare il potenziale insito nell’intervento di sostegno del welfare familiare e assistenziale, in particolare nei confronti di soggetti più vulnerabili. In tal senso è stato impostato il Piano nazionale contro la povertà varato dal Ministero e, coerentemente ad esso, le Regioni italiane e gli Ambiti territoriali hanno redatto i loro piani. A supporto di questa linea troviamo il Piano Operativo Nazionale PON Inclusione, cofinanziato attraverso il Fondo Sociale Europeo 2014-2020, che prevede il finanziamento di interventi volti all'inclusione sociale e di contrasto alla povertà e marginalità estrema.

In questo scenario l’Ambito Cuneo Sud Ovest con capofila il Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese (in seguito solo Consorzio o C.s.a.c.) ha attuato tutte le misure proposte: ne troviamo riscontro grazie all’attuazione dell’Avviso 3/2016 e con la nuova programmazione con l’Avviso 1/2019 (entrambi a valere sul citato PON inclusione) e della Quota servizi fondo povertà 2018-20 (fondo ministeriale a valere su fondo europeo) misure che hanno annunciato un cambio di paradigma, chiedendo ai soggetti sociali di prevedere modalità̀ di intervento nuove rispetto a quelle ordinarie, quanto di integrare l’ordinario nel rinnovato scenario dell’assistenza che presenta nuove forme di povertà e disagio. L'obiettivo è quello di accompagnare il sostegno economico (passivo) ad un’attivazione del soggetto (sancita nel patto per l’inclusione) concretamente orientata alla rimozione delle condizioni che sono alla radice della situazione di povertà.

Reddito di inclusione

Il Consorzio, grazie al “servizio sociale professionale” ed ai suoi “punti di accesso”, ha garantito l’informazione capillare sul territorio e l’aiuto nella richiesta dei sostegni al reddito nelle sue forme a divenire (Sostengo all’inclusione attiva, Reddito di inclusione e Reddito di cittadinanza) e l’attivazione sociale e lavorativa degli utenti. Nel caso del Reddito di Inclusione il Comune raccoglie le domande mentre l’Ente Gestore dei Servizi Socio Assistenziali si occupa della “presa in carico” dei beneficiari con percorsi educativi “di restituzione”. Il R.E.I. è fruibile da nuclei famigliari in cui sia presente un componente minore o disabile (o di una donna in stato di gravidanza) in possesso di precisi requisiti generali di cittadinanza e di reddito. Il richiedente percepisce tramite INPS un sussidio economico graduato in relazione ai componenti del nucleo famigliare, subordinatamente alla adesione ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa. Nel biennio 2017-2018, nell’area di competenza del Consorzio, sono state presentate 1321 domande per il SIA e il REI e sono stati attivati n. 600 progetti personalizzati (dati C.s.a.c.). Il Consorzio attraverso il suo Servizio al Lavoro (SAL) riesce a rispondere in maniera più efficace al problema dell’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate che si rivolgono al Servizio Sociale e che sono percettori delle misure SIA/REI/RDC, contribuendo all’obiettivo di rafforzarne le capacità formative e di attivazione lavorativa. Nel solo anno 2019 i passaggi allo sportello del SAL aperto al pubblico, sono stati 957. Nello stesso anno i tirocini attivati sulle misure di contrasto alla povertà sono stati 88 tirocini formativi.

Per quanto riguarda il Reddito di cittadinanza, ci sono invece nodi irrisolti e ritardi, in parte dovuti all’implementazione delle piattaforme informatiche ministeriali che avevano l’obiettivo di raccogliere tutti i dati dei richiedenti e smistare le domande tra i Centri per l’Impiego e i servizi sociali dei comuni. Altre problematiche derivano dalle lacune della misura nella messa a sistema dei soggetti della rete dei servizi territoriali che dovrebbero lavorare in sinergia. I dati a settembre 2019 mostrano la presenza di n. 14 domande (dati Regione Piemonte) di RDC di utenti residenti nei comuni consorziati, con requisiti per la sottoscrizione di un patto per l’inclusione.

Il Settore Socio Educativo del comune di Cuneo tramite il suo ufficio politiche sociali gestisce ulteriori misure di sostegno economico e protezione sociale.

Avviate sul finire degli anni novanta, queste misure sono basate su parametri oggettivi e vengono assolte dal Comune, che cura l’acquisizione delle domande, la loro istruttoria, e, in alcune circostanze, l’assegnazione dei benefici, esse riguardano:

  • misure di sostegno economico: assegni famigliari per il terzo figlio minore e di maternità (per figli di madri prive di trattamento economico)
  • misure di sostegno contributivo: rilascio agevolazioni su tariffe energetiche: 809 domande relative al bonus “luce”, 754 relative al bonus “gas”, 380 bonus “idrico” nel 2018

Per l’accesso agevolato a numerosi servizi erogati, sia dal Comune, sia da altri soggetti il Settore Socio Educativo si occupa del rilascio dell’attestazione I.S.E.E. (Nel 2018 sono state raccolte 1.378 dichiarazioni sostitutive uniche utili per il rilascio, 989 nel 2019).

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1.4 Entro il 2030, assicurare che tutti gli uomini e le donne, in particolare i poveri e i vulnerabili, abbiano uguali diritti riguardo alle risorse economiche, così come l'accesso ai servizi di base, la proprietà e il controllo sulla terra e altre forme di proprietà, eredità, risorse naturali, adeguate nuove tecnologie e servizi finanziari, tra cui la microfinanza

Il Comune attraverso specifiche azioni si occupa di assicurare che poveri e persone e minori vulnerabili, abbiano uguali diritti riguardo all’accesso ai servizi di base, per questo prevede azioni di natura contributiva, tra cui si annoverano:

  • il Rimborso delle spese sostenute per il pagamento del ticket sanitario per i cittadini riconosciuti in stato di indigenza. Questo strumento ha sostituito dal 2012 il precedente “tesserino indigenti”, registrando una riduzione dei beneficiari (10 richieste nel 2018, 6 nel 2019);
  • l’erogazione di buoni servizio per la frequenza di bambini appartenenti a nuclei familiare in disagio socio economico, presso i nidi comunali;
  • l’erogazione di voucher (€ 100 mensili per un massimo di 10 mesi) per la frequenza dei bambini presso i Centri di Custodia Oraria del Comune di Cuneo convenzionati con l’Amministrazione.

Altri SERVIZI ASSISTENZIALI riguardano:

  • il sostegno socio educativo scolastico – minori stranieri e minori disabili;
  • interventi educativi urgenti per il contrasto della povertà educativa minorile (vedere SDG 4);
  • il trasporto scolastico disabili;
  • la mensa indigenti (vedere SDG 2)

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1.5 Entro il 2030, costruire la resilienza dei poveri e di quelli in situazioni vulnerabili e ridurre la loro esposizione e vulnerabilità ad eventi estremi legati al clima e ad altri shock e disastri economici, sociali e ambientali

L’epidemia sanitaria dovuta al COVID-19 si è delineato come un evento estremo inaspettato, con un grave impatto sulle persone più povere o in situazioni vulnerabili e in più in generale su ampie fasce della popolazione colpite dalle conseguenze economiche e sociali del lockdown.

Buoni spesa alimentari

Per ridurre l’esposizione e la vulnerabilità dei più poveri a fronte di un evento estremo come la crisi sanitaria, è stata approntata l’operazione #spendiamoci gestita dal Centro operativo Comunale (COC) in aprile, per la distribuzione di 1500 “Buoni Spesa” (291.000 euro dal fondo di Protezione Civile) e 242 “Carte prepagate” (22.000 euro provenienti dalle donazioni). L’ufficio Politiche Sociali ha successivamente preso in carico la mappatura dei bisogni emergenti in base al relativo grado di urgenza e gravità, ha ricontattato le famiglie beneficiarie dei contributi per rilevare il persistere di situazioni di bisogno e, in parallelo, ha continuato a raccogliere le segnalazioni giunte quotidianamente al numero telefonico dedicato 0171-444700.
L’importo destinato all’acquisto di buoni spesa cartacei spendibili presso gli esercizi commerciali convenzionati è stato pari ad euro 260.000, mentre euro 30.000 sono stati trasferiti alla Caritas diocesana di Cuneo per la distribuzione di borse viveri alle famiglie rimaste in lista d’attesa. Tuttavia, a seguito dell’elevato numero di domande pervenute e al fine di consegnare strumenti di più facile e immediato utilizzo, il Comune ha ritenuto opportuno procedere con l’acquisto di meta-carte prepagate, emesse dai punti vendita più diffusi sul territorio (GDO) e distribuite in collaborazione con la Caritas diocesana di Cuneo, che si è occupata di recapitarle a domicilio tramite i suoi volontari. Per quest’ultima iniziativa sono stati utilizzati i fondi provenienti dalla raccolta di donazioni dei cittadini privati.
Molti cittadini, in periodo di lockdown hanno, infatti, manifestato il desiderio di voler contribuire al sostegno delle situazioni di povertà delle famiglie colpite dall’emergenza, le donazioni a favore del Comune di Cuneo sono state destinate esclusivamente alla solidarietà alimentare e distribuite come BUONI SPESA per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità.

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1.a Garantire una significativa mobilitazione di risorse da una varietà di fonti, anche attraverso la cooperazione allo sviluppo rafforzata, al fine di fornire mezzi adeguati e prevedibili per i Paesi in via di sviluppo, in particolare per i Paesi meno sviluppati, ad attuare programmi e politiche per porre fine alla povertà in tutte le sue dimensioni

Non sono state rilevate iniziative specifiche relative al Target 1.a

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1.b Creare solidi quadri di riferimento politici a livello nazionale, regionale e internazionale, basati su strategie di sviluppo a favore dei poveri e attenti alla parità di genere, per sostenere investimenti accelerati nelle azioni di lotta alla povertà

Non sono state rilevate iniziative specifiche relative al Target 1.b

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