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Spose in guerra

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Seminario di studi su ‘Spose in guerra: il femminile negato nei libri e nella Storia’ 18 gennaio - 15 febbraio 2010

Locandina Convegno Spose in guerra
Locandina del convegno

Lunedì 18 gennaio alle ore 20,30, presso il Museo Casa Galimberti di Cuneo, si avvia un seminario di studi su “Spose in guerra: il femminile negato nei libri e nella Storia”, tenuto da Simonetta Bellotti, la studiosa che con Sandra Viada cura il programma di “guerrae: riflettere sulla guerra, raccontare le guerre”.

Il seminario propone un percorso letterario che esplorando passato, presente, e un po’ di futuro, racconta la condizione delle donne di ieri e di oggi sui molteplici campi di battaglia, reali o metaforici, cui il mondo le costringe.
Organizzate in collaborazione con l’Assessorato alle Pari Opportunità e dedicate a Alice Schanzer Galimberti, le lezioni sono programmate per cinque lunedì consecutivi, dal 18 gennaio al 15 febbraio 2010.
Al termine di ogni sessione è previsto l’incontro con alcune donne che in vario modo si occupano della questione femminile sul territorio.

La prima lezione, dal titolo “Io Tarzan, tu Jane: le radici della guerra”, vedrà la partecipazione di Sandra Viada, direttrice del Musei Civici, e di Marina Berro, attrice della Compagnia Il Melarancio. L’accesso al seminario è libero e gratuito, ma è consigliata l’iscrizione entro il 15 gennaio.

Per informazioni e iscrizioni telefonare al n. 0171/693344 o scrivere all’indirizzo mail museo.galimberti(at)comune.cuneo.it.

La questione femminile e la guerra sono due temi strettamente intrecciati.
Nella riflessione contemporanea la tendenza a connettere il problema della guerra con quello della violenza maschile sulle donne è sempre più diffusa: molti studiosi ritengono che scavare nei perché dell’una possa aiutare a comprendere i motivi dell’altra. Inoltre, da più parti nel mondo si sostiene che la speranza non utopica di una pace durevole che ci liberi da guerre, violenze, prevaricazioni e soprusi, e dal dramma della fame (anche questa una forma di guerra), poggia ormai saldamente le sue basi sulla convinzione che le donne rappresentino la strada per il futuro, perché se la guerra è affare maschile, la pace è questione femminile.

Alla cultura di morte della guerra le donne contrappongono la cultura della vita, la cura di sé e degli altri attraverso l’amore, la resistenza agli affanni, il privilegio della relazione umana, la spinta verso un futuro armonico.

Il progetto “Spose in guerra” è dedicato alla figura di Alice Schanzer, madre di Duccio Galimberti, una donna di grande cultura e generosità, come testimoniano la sua biblioteca e i suoi scritti: per molti versi è stata un’antesignana della donna “moderna”, e costituisce un modello di vita cui le donne oggi potrebbero utilmente ispirarsi. Perché Alice - così come Virginia Wollf - insegna che solo attraverso la riflessione culturale le donne possono davvero emanciparsi, divenire cittadine attive e consapevoli, portatrici di un pensiero positivo, per non essere più vittime di discriminazioni e di guerre che non decidono, non controllano, non conducono.

La seconda lezione del seminario è in programma lunedì 25 gennaio: tema della serata, cui parteciperà Anna Quagliaroli di “Telefono Donna”, sarà “Ti amo meglio se sei morta: l’amore negato, il corpo violato”.

A seguire:
il 1° febbraio, “Judith, la sorella di Shakespeare: un problema di cultura”, con Lorella Bono della Biblioteca Civica di Cuneo;
l’8 febbraio, “Donne ‘cattive’, streghe, ribelli: figure di donne che ci hanno provato”, con la fotografa Paola Rivarossa;
il 15 febbraio, “La resistenza femminile: alla ricerca di un possibile futuro”, con l’Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Cuneo, Elisa Borello.

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