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Sviluppi dei SIT/GIS

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Lo sviluppo della società moderna nei termini della ricerca del benessere, di domanda di beni e servizi e di progresso tecnologico, ha inevitabilmente portato al centro dell’attenzione collettiva i temi del rapporto tra l’uomo, lo spazio che lo circonda e le sue risorse.

Chiamiamo territorio l’ambiente fisico in cui viviamo, visto e regolato in funzione dei bisogni e della domanda che su di esso pone la società. Tale domanda riguarda la fruibilità dei beni stessi della terra, le infrastrutture, la sicurezza della vita, la sostenibilità dello sviluppo.

L’esperienza storica della seconda metà del ‘900 dimostra inequivocabilmente che l’iniziativa lasciata a se stessa tende ad approfittare della funzione delle risorse senza badare alla sicurezza della società e producendo una complessità di effetti incisivi sull’ambiente che possono giungere a minacciare per diversi aspetti la sostenibilità dello sviluppo.

Tutto ciò pone alla parte pubblica la necessità di esercitare un controllo territoriale a diverse scale, spaziali e temporali, scegliendo le proprie politiche in relazione anche all’applicabilità dell’autorità di cui dispone.

In un complesso di elementi evoluto e dinamico qual è quello della Pubblica Amministrazione, l’impiego di strumenti informatici per il controllo e governo del territorio, assume un ruolo strategico per la conoscenza e l’analisi del territorio stesso alle sue varie scale di lettura.

Tali sistemi informatici sono rappresentati dai SIT: Sistemi Informativi Territoriali (o GIS nella terminologia anglosassone: Geographic Information System) che hanno iniziato a diffondersi e ad affermarsi a partire dalla metà degli anni ’60.

La definizione probabilmente più completa che sia stata fornita di SIT è quella formulata da P.A. Burrough nel 1996. In base a tale definizione un SIT è “un potente insieme di strumenti in grado di acquisire, immagazzinare, recuperare, trasformare, analizzare e riprodurre dati spaziali riferiti al territorio”.

In una visione più ampia si tratta di un insieme organizzato di dati, programmi, hardware/software, risorse umane e metodologie progettato per raccogliere, memorizzare, aggiornare e visualizzare in modo efficiente qualsiasi tipo di informazione referenziata geograficamente. Questo consente di inserire in un elaboratore un’ingente massa di informazioni e di poterle qualificare e analizzare sia secondo criteri qualitativo/quantitativo, sia in funzione della localizzazione geografica, della forma geometrica o di relazioni spaziali. La tecnologia dei SIT si basa sull’interazione fra la rappresentazione cartografica numerica (secondo le coordinate del sistema di riferimento) e la gestione di database.

Le potenzialità dei SIT in materia di conoscenza, rappresentazione e analisi del territorio sono applicabili ai settori più disparati e risultano essere sempre più importanti e necessari come supporto alle Amministrazioni Pubbliche nei processi decisionali, nel governo del territorio e nell’erogazione dei servizi. 

Struttura del terreno

La struttura tipica del SIT archivia e gestisce informazioni di tipo alfanumerico (descrizioni) e di tipo geografico (localizzazione sul territorio).

Le informazioni geografiche sono raccolte in layer cartografici, sono georiferite sulla base cartografica di riferimento in uso e sono rappresentate con opportune simbologie. Le informazioni descrittive o alfanumeriche sono raccolte nei database associati a ciascun layer e completano la conoscenza dell’elemento rappresentato. Per rendere completa la conoscenza dei dati è necessario che questi siano opportunamente documentati per una corretta identificazione e per un corretto impiego.

Si ricorre alla compilazione di apposite schede chiamate METADATI (significa “dati sui dati”), le quali contengono informazioni come ad esempio sul contenuto dei dataset, sui parametri tecnici, sul sistema di riferimento spaziale.

Esistono numerosi standard e metodi di creazione di metadati. La Regione Piemonte ha adottato lo standard europeo CEN/TC 287 che prevede la compilazione di varie sezioni in cui specificare l’identificazione del dataset, la descrizione generale, gli elementi di qualità sulla produzione e accuratezza, il riferimento spaziale, l’estensione, la definizione dei dati, gli aspetti amministrativi, la descrizione dei metadati. In questo modo l’informazione può essere ritenuta completa, pubblicata e ricercata dagli utenti senza il rischio di errate interpretazioni.

Il fine ultimo del processo organizzativo dei dati verificati e valicati è quello di renderli disponibili alle figure professionali coinvolte, ma non solo.

Si possono impiegare le classiche soluzioni cartacee di interrogazione del SIT, stampa dei diversi tipi di report e confezionamento di layout cartografici.

I recenti sviluppi stanno spingendo verso l’utilizzo dell’ambiente internet in cui le informazioni vengono pubblicate attraverso un sistema di consultazione interattiva di tipo geografico, realizzato secondo metodologie webgis. In questo ambiente si ha la possibilità di navigare sul territorio ed interrogare i diversi livelli geografici messi a disposizione. 

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