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Comune di CUNEO |
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Iniziative a favore di detenuti ed ex-detenuti
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La Città di Cuneo e la Casa Circondariale sono due realtà che collaborano e, da dieci anni, condividono una politica di impegno costante nel settore penitenziario e post-penitenziario, attivando percorsi mirati al reinserimento sociale e lavorativo di persone detenute. L'obiettivo è di sensibilizzare il territorio e in particolare gli studenti su questa realtà: coloro che scontano una pena sono a tutti gli effetti dei cittadini che prima o poi torneranno nella società.
Il contesto culturale e sociale, i problemi di integrazione dei cittadini extracomunitari, la disoccupazione, i disagi multipli sociali, personali e famigliari, pongono le istituzioni di fronte alla necessità prioritaria di proporre e realizzare orientamenti e risposte nei confronti di una utenza sempre più complessa ed eterogenea della quale il carcere rischia di essere un concentrato.
Il Comune di Cuneo in collaborazione con la Casa Circondariale, la Regione Piemonte e il Gruppo Operativo Locale (G.O.L.), costituitosi nell'anno 1996, hanno creato un team di lavoro per l'individuazione di progetti mirati all'inserimento lavorativo e sociale di detenuti ed ex detenuti.
Del G.O.L. fanno parte il Comune di Cuneo, la Casa Circondariale, il Centro Servizio Sociale per Adulti del Ministero della Giustizia, il Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese, il Servizio territoriale per le tossicodipendenze, le Agenzie formative che operano nel carcere e sul territorio con le persone svantaggiate per motivi di giustizia, il Coordinamento provinciale, il Centro per l'Impiego e le locali componenti del volontariato penitenziario e sociale.
L'interesse del Comune di Cuneo riguardo alle tematiche del "dopo la detenzione", nasce già nei primi anni '80 con la ristrutturazione di un vecchio edificio adattato a struttura di prima accoglienza per i dimessi. Esiste tuttora, anche se con un target diverso, rapportato ai tempi: si tratta della struttura di Pronta Accoglienza che, nel tempo, è andata a rivolgersi ad altre problematiche.
In seguito - dal 1996 e con una continuità che dura fino ai giorni nostri - il Comune realizza dei cantieri di lavoro secondo la Legge Regionale n. 45 del 23.03.1995, che prevede, appunto, l'impiego di detenuti in semilibertà o ammessi al lavoro all’esterno per lavori socialmente utili a protezione dell’ambiente.
I cantieri “Carcere e verde pubblico” e “Lavorare insieme per ricominciare” hanno impiegato con soddisfacente continuità dal 1996 ad oggi, ben 32 semiliberi presso alcuni Settori del Comune.
Gli inseriti hanno svolto le seguenti attività: manutenzione ordinaria delle aree verdi urbane e di quelle del cimitero cittadino, gestione dell’arredo urbano e delle attrezzature ludiche presenti nei parchi, riproduzione di fotocopie, rilegatura di atti, di documenti e di stampati mediante l’utilizzo di macchine semplici.
L’esperienza acquisita in questi anni ha favorito lo sviluppo di altre iniziative nell’ambito di progetti europei e di programmi regionali.
Il progetto ha inserito n. 6 semiliberi presso aziende del territorio cuneese con l'erogazione di borse lavoro.
Convenzione per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità (D.Lgs. 28 agosto 2000, n. 274)
Il Comune di Cuneo ha dato la propria disponibilità ad accogliere n. 18 soggetti che hanno richiesto al Giudice di Pace di scontare la loro pena con lavori di pubblica utilità.
Convenzione con il Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese (C.S.A.C.)
Realizzazione del progetto “RIPARAZIONE” per la collocazione di minorenni soggetti a provvedimenti penali in attività di utilità sociale.
Il progetto ha l'obiettivo di facilitare il processo di reinserimento socio-lavorativo di ex detenuti o semiliberi, attraverso l’accesso a borse lavoro e sostegni abitativi. Il progetto si è concluso a settembre con l’impiego temporaneo di 15 ex detenuti e semiliberi in aziende del territorio cuneese e 9 sostegni abitativi.
Nel 2005 sono individuati una serie di interventi volti a coinvolgere detenuti, detenuti extracomunitari e persone con “problemi di giustizia” :
- Realizzazione di un servizio di “presa in carico” di detenuti liberandi o di prossima ammissione alle misure alternative in raccordo con l’area trattamentale interna e con l’area dell’esecuzione penale esterna;
- Avvio all’interno del carcere di un servizio di mediazione culturale;
- Attivazione di un servizio di sostegno e raccordo tra i servizi operanti sul territorio che a diverso titolo si occupano delle persone con problemi di giustizia ed in particolar modo di coloro che presentano caratteristiche di alta criticità personale, famigliare e sociale che mette a rischio la positiva realizzazione dei progetti di inserimento;
- Erogazione di un supporto abitativo e inserimento in tirocinio con borsa lavoro.
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