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Comune di CUNEO |
Centro migranti
Le funzionia) Gestione nel Centro di un punto stabile di riferimento per gli immigrati e di raccordo tra i diversi servizi del territorio; b) Consulenza in materia amministrativa, giuridico-legale, sanitaria, lavorativa, formativa, scolastica, ecc.; c) Accoglienza e informazioni di carattere generale e di orientamento nella nuova realtà e nei servizi che la contraddistinguono (lavoro, casa, sanità, istruzione, , ecc.) anche in rapporto con i servizi stessi (Comune, Consorzio, Questura, ASL, ecc.); d) Colloqui su adempimenti e procedure atte a regolarizzare, in esito alle normative vigenti, le posizioni dell’utente rispetto a primi ingressi, autorizzazione al lavoro, asilo politico, cittadinanza, permesso di soggiorno, iscrizioni anagrafiche, servizio sanitario e altre pratiche burocratiche; e) Contatti con Ministeri, Consolati, Ambasciate sia italiani che esteri ecc.; f) Raccordo con altri servizi assicurati all’interno del Centro da altri Enti e con gli altri “attori” pubblici esistenti sul territorio relativamente alla materia immigrativa, con particolare riguardo alle azioni socio-assistenziali e socio-educative; g) Rilevazione dei flussi dell’utenza e degli altri “attori” del territorio mirata a fornire elementi utili alla rilevazione dei bisogni, alla verifica delle necessità, delle linee d’azione e al coordinamento delle prassi; La storiaCuneo è stata tra le prime città in Italia a mettere in atto, sin dal 1997, un servizio di informazione e di ascolto per gli immigrati. Erano anni in cui veniva poco a poco superata l’emergenza dell’immigrazione e si andava ormai pensando ad una integrazione in una città “plurale”, senza dimenticare che alla immigrazione dei singoli, cominciava a far eco l’avvicinamento logico, in Italia, delle rispettive famiglie. Fu innegabilmente la “scintilla” sempre puntuale della Caritas lo stimolo che mise insieme ente locale e privato sociale a realizzare nei locali lungo la via Santa Maria — in pieno centro storico — il “Centro Migranti” che nasce — nel luglio 1997, appunto — non con l’intento di conferire prestazioni sociali immediate ma di “aiutare ad aiutarsi” chi giunge straniero nella nostra realtà. All’inizio degli anni novanta la Caritas metteva in opera un “Servizio Migranti” nella parte nuova dell’altopiano (C.so Carlo Brunet). Sino al 1997 il Comune intervenne, saltuariamente, con contributi a carico del proprio bilancio o attraverso parte di finanziamenti allora destinati dallo Stato per progetti per gli extracomunitari. Nel 1997 il Comune affitta i locali di Via Santa Maria e li pone a disposizione della Caritas, accollandosi gli oneri locativi, le spese di riscaldamento e d’utenza (escluso telefono). Riconosce alla Caritas sino alla scadenza della prima convenzione (30.06.2001) un contributo annuo di 55 milioni di lire (circa 28.400 Euro) prevedendo una compartecipazione della Caritas alla gestione pari al 25 per cento del contributo massimo rispetto a voci di spesa dettagliate in convenzione; avendo la Caritas sempre dimostrato la completezza del proprio apporto economico, il contributo anzidetto è stato versato per intero. Nel 2001 il Comune affitta ulteriori locali nel medesimo fabbricato di Via Santa Maria e li pone a disposizione della Caritas attraverso la nuova convenzione valida per il periodo 1.07.2001 /31.12.2005. Le condizioni contributive rimangono immutate, mentre nel testo convenzionale viene data una più appropriata definizione delle attività e introdotta l’azione di “Mediatori Culturali”. Negli anni 2002 e 2003 la Convenzione viene integrata temporaneamente per la realizzazione di più particolari percorsi di Mediazione Culturale finanziati con fondi regionali. Per l’anno 2005 la Giunta Comunale, motivata a “garantire agli attori della rete territoriale (CSAC, Questura, Provincia) sull’immigrazione lo strumento/risorsa del Centro di cui trattasi”, ne affida la gestione alla Soc. Coop. a r.l. “L’Arca”, stabilendo nella convenzione che: - i locali possano essere impiegati per i percorsi del progetto Inter-Azione, (sportello per pratiche permessi di soggiorno) affidati dal CSAC alla conduzione della cooperativa stessa con finanziamenti regionali; - l’onere per il Comune costituito unicamente dalla gestione dell’attività informativa/consulenziale;
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