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Barbarissimi tra i barbari

17.02.2015 - Museo Civico

Barbarissimi tra i barbari

Il "tesoro" longobardo della Granda riscrive la storia delle invasioni barbariche.

"Barbarissimi tra i barbari: longobardi lungo la Stura di Demonte" è il titolo dell'incontro di studio che la delegazione FAI di Cuneo ha organizzato, con la collaborazione della Soprintendenza ai Beni Archeologici del Piemonte, per  presentare lo strordinario ritrovamento della necropoli longobarda di Sant'Albano Stura, riscrivendo la storia di quel periodo.

Sabato 21 febbraio 2015 - ore 9,30
Spazio Incontri Fondazione CRC - Via Roma, 15 - Cuneo

Sei anni fa, nella primavera del 2009, durante i lavori di scavo per la realizzazione di un tunnel dell'Autostrada "A33 Cuneo-Asti", emersero dal terreno della frazione Ceriolo nel comune di Sant'Albano Stura, del tutto inaspettati, alcuni reperti databili al periodo dell'alto medioevo. Un'indagine più approfondita permise allora di individuare un'intera necropoli longobarda, un ritrovamento del tutto casuale ma allo stesso tempo straordinario per la vastità dell’area interessata comprendente 776 tombe e per il materiale conservato. In molte di esse si sono infatti rinvenuti corredi funebri che hanno consentito, pur in assenza di resti ossei, di definire il sesso degli inumati e la loro "posizione" sociale.

La Soprintendente per i beni archeologici del Piemonte, dr.sa Egle Micheletto, che ha seguito sin dall’inizio i lavori di scavo e di recupero dei numerosi ed importanti reperti, definisce il ritrovamento di Sant’Albano Stura "una scoperta di straordinaria importanza non solo per il Piemonte sud-occidentale, interessato in passato solo da sporadiche attestazioni di tombe isolate, ma per l’intero panorama storico-archeologico italiano".

Un’area cimiteriale di così vaste proporzioni, databile fra il VII e l'inizio dell'VIII sec. d.C., lascia immaginare che nelle sue vicinanze ci potesse essere un insediamento umano importante, di cui finora non si è mai avuta conoscenza nè traccia. Una presenza certo non sporadica ma in qualche modo organizzata. Insomma, un rinvenimento che ha davvero una straordinaria rilevanza archeologica essendo uno dei più importanti ed estesi d'Europa, capace di riscrivere una pagina della nostra storia.

Il restauro dei corredi e dei loro contesti consente di andare oltre il tradizionale "inquadramento etnico" delle popolazioni barbare, aprendo prospettive di ricerca sulle variazioni dello stile di vita degli individui e sulle trasformazioni della loro società, indagando la mentalità dei gruppi germanici, dalla struttura fluida ma con una propria incisiva fisionomia, in rapida evoluzione secondo dinamiche che restano in gran parte ancora da definire e che caratterizzano uno dei periodi più complessi dell'altomedioevo.

Per presentare al pubblico questo importante "tesoro" storico e artistico la delegazione FAI (Fondo Ambiente Italiano) di Cuneo ha organizzato un incontro di studio in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Archeologici del Piemonte, sabato 21 febbraio, a partire dalle ore 9.30, presso lo "Spazio Incontri Cassa di Risparmio" di Via Roma, 15 a Cuneo. Il titolo del convegno, "Barbarissimi tra i barbari", è stato preso a prestito da una celebre opera letteraria di Cesare Balbo (Storia d’Italia sotto i Barbari, I, IV, 14) e anticipa ciò che sarà illustrato dai prestigiosi relatori che, con uno stile divulgativo, illustreranno questo ritrovamento, inquadrandolo in un contesto più ampio, sia territoriale che temporale, dimostrando come la basse valle dello Stura sia stata, dalla preistoria all'altomedioevo, uno snodo cruciale tra i territori di Pollenzo (la romana Pollentia) e di Bene Vagienna (la romana Augusta Bagennorum).

"In questo modo il FAI intende offrire il proprio contributo per la conoscenza della storia di un territorio riferita ad un periodo di cui si sapeva davvero poco - afferma Marco Fraire, Capo delegazione FAI di Cuneo - un’opportunità per i cuneesi di “impadronirsi” del proprio passato, di essere maggiormente consapevoli delle proprie origini, perchè noi siamo convinti che si protegge ciò che si ama e si ama ciò che si conosce".

Relatori del convengo saranno: Rinaldo Comba, docente di storia medievale all'Università di Milano che presenterà “L’abominevole popolo longobardo: scherzi della storia”; Egle Micheletto, Soprintendente ai Beni Archeologici del Piemonte, che entrerà nel particolare dei “Longobardi lungo il fiume: la grande necropoli di Sant’Albano Stura”; Sofia Uggè, funzionario della Soprintendenza ai Beni Archeologici del Piemonte che descriverà “Alla moda dei Longobardi: primi dati e curiosità sulle analisi dei materiali della necropoli”; infine Giuseppe Elegir e Carmela Sirello, restauratori per conto della Soprintendenza ci condurranno in “Un viaggio nel restauro dei corredi di Sant’Albano Stura”.

Ospite d'eccezione è attesa la presidente FAI Piemonte e Valle d'Aosta, Maria Leonetti Cattaneo.

Nel pomeriggio, dalle ore 15 alle 17, sarà inoltre possibile prenotare una visita guidata gratuita al nuovo allestimento dei corredi della necropoli longobarda presso il vicino Museo Civico di Cuneo, curata dalla Soprintendenza archeologica del Piemonte, con possibilità di approfondimenti didattici da parte del personale del Museo. (solo su prenotazione 0171 634175).

L'evento, per la sua alta valenza culturale, sarà certamente un importante momento di accrescimento, rivolto soprattutto al mondo della scuola, insegnanti e studenti, ma interesserà anche gli appassionati di arte, storia e archeologia, richiamando studiosi provenienti da fuori provincia, attirati dal tema affascinante e ancora poco conosciuto, quel "tesoro" che, si auspica, possa trovare presto una collocazione degna e completa, magari con lo sforzo congiunto di più soggetti, pubblici o privati, che possano reperire i fondi necessari, mai come in questo periodo dirottati a settori considerati più remunerativi della cultura. Sorprende infatti che nel nostro Paese, al nord come al sud, tesori d'arte e di storia come questi non vengano considerati una piccola miniera d'oro per un turismo anche internazionale, capace di attrarre persone in un circolo virtuoso che produca ricchezza economica e culturale. Su questo tema, come sempre, il FAI accende un riflettore, mettendo a disposizione l'esperienza di 40 anni di campagne di tutela, recupero e valorizzazione di un patrimonio che deve essere reso fruibile a tutti.

Ingresso al Convegno: libero con raccolta di offerte per le iniziative FAI

info:
Delegazione FAI Cuneo
T. 0171 67575 – C. 348 4991010 (Marco) - 348 3101673 (Roberto)
delegazionefai.cuneo(at)fondoambiente.it 

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