Menu di scelta rapida
Sei in: Home / Lavori Pubblici / San Francesco

Restauro complesso monumentale San Francesco

Link alla versione stampabile della pagina corrente
Ex chiesa di San Francesco Navata destra e cappelle laterali.
Restauro ex chiesa san Francesco - Locandina cantiere evento
Locandina cantiere evento

A seguito dei rilievi preliminari svolti sul complesso monumentale del San Francesco in Cuneo, alla luce degli studi operati in precedenza sulla chiesa, nell’attuale fase di riesame degli atti già pubblicati e delle fondi degli archivi - del Museo Civico di Cuneo e delle Soprintendenze Regionali, del Comune di Cuneo - nel richiamare in premessa le valutazioni derivate dal confronto degli ultimi mesi, discusso nel corso delle riunioni ed esami tenuti con i rappresentanti delle Soprintendenze, il Responsabile del Procedimento e il Funzionario responsabile dell’Assessorato alla Cultura del Comune, in considerazione della documentazione concessa dagli Uffici della Soprintendenza di Torino si desumono gli orientamenti di sintesi sulle attuali ipotesi di Progetto.

San Francesco dal XII al XVIII secolo
San Francesco dal XII al XVIII secolo
San Francesco dal XII al XVIII secolo
San Francesco dal XII al XVIII secolo
San Francesco dal XII al XVIII secolo
San Francesco dal XII al XVIII secolo
Interventi anni 1960
Interventi anni 1960
Interventi anni 1960
Interventi anni 1960
Interventi anni 1970-80
Interventi anni 1970-80
Interventi anni 1990
Interventi anni 1990
Zone interessate dal recupero degli apparati decorativi
Zone interessate dal recupero degli apparati decorativi
L'uso destinato al complesso della ex-chiesa
L'uso destinato al complesso della ex-chiesa
L'uso destinato al complesso della ex-chiesa
L'uso destinato al complesso della ex-chiesa
L'uso destinato al complesso della ex-chiesa
L'uso destinato al complesso della ex-chiesa

Le attuali proposte di intervento derivano infatti dal nuovo esame delle differenti fasi di trasformazione del complesso, intercorse negli ultimi secoli e la piena comprensione degli avvicendamenti e dei restauri succeduti a partire dalla fine del sec. XIX (sotto la Direzione della Soprintendenza regionale dell’ing. Cesare Bertea) diventa motivo per capire il corso delle alternanze e degli interventi occorsi in funzione di ristabilire la fisionomia originaria della chiesa e del fabbricato nel suo insieme.
Fra le differenti attività di ricerca operate in fase preliminare la documentazione storica indagata propone di fatto materia rilevante per comprendere il lungo periodo di tempo intercorso dall’Ottocento sino ai giorni nostri, un periodo nel quale è possibile distinguere chiaramente fra gli interventi che sono stati operati quelli che maggiormente hanno contribuito a riportare in equilibrio le architetture antiche della chiesa, trasformate a partire dal 1858 con l’ uso da parte dell’Amministrazione Militare della Provincia di Cuneo. Con l’analisi delle prime opere di restauro, dirette dall’ing. Cesare Bertea tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del nuovo secolo, volte in particolare al restauro della facciata e del sistema di copertura - che hanno anche comportato la realizzazione di considerevoli opere integrative e di sostituzione di alcune delle componenti architettoniche dell’edificio - si accertano congiuntamente gli interventi effettuati con lo scopo di ricomporre l’originaria configurazione della chiesa (interna ed esterna) e quelli rivolti a restituirne una rinnovata destinazione funzionale al complesso. Queste prime opere eseguite dall’ing. Cesare Bertea per rimediare agli interventi del “presidio” Militare , dirette nel cantiere di Cuneo dal Cav.re Giuseppe Guglielmone di Torino sino al 1927, saranno poi in seguito integrate, nel periodo temporale intercorso a cavallo tra il dopoguerra e gli anni settanta, dagli interventi successivi, di demolizione dei fabbricati annessi alla chiesa, eseguite all’interno dell’edificio ed operati nell’area absidale, nel chiostro e nei locali del convento per l’adattamento dell’impianto preesistente all’attuale destinazione d’uso.
Gli interventi compiuti in quegli anni, nel proporre il definitivo assetto assunto dal complesso per l’insediamento dell’attuale Museo Civico nel San Francesco, sono esaurientemente perfezionati nel corso del decennio anteriore al 1990 dai vari contributi d’esame critico esperiti dalle Soprintendenze regionali, in particolare con gli scavi archeologici effettuati dalla Soprintendenza nella chiesa e nei locali conventuali annessi preesistenti. Le opere esposte sono esaurientemente documentate dai molteplici contributi della Soprintendenza archeologica di Torino, negli Archivi delle Soprintendenze e da quello del Museo Civico, contenuti negli estratti dell’Archivio Chierici – periodo fra 1957 e 1959; dell’Archivio Giaietto – del 1967; dall’Archivio Devoti datato 1968/73; dall’Archivio Giu del 1974 e dai susseguenti documenti che raccolgono la documentazione aggiornata, sino ai lavori ultimati nel corso degli anni del 1980.
Questo lungo asso di tempo, dal quale si possono desumere le ragioni costanti delle trasformazioni avvenute e degli adattamenti formali impartiti alle architetture, ai volumi e con l’inserimento dei nuovi sistemi funzionali, concorrono al tempo stesso a tracciare il nuovo percorso da seguire per completare il processo di ricomposizione dell’identità del complesso. L’ orientamento dell’attuale Progetto assume difatti quale elemento prioritario per la determinazione degli interventi da operare, nell’odierna contingenza, la continuità di questo percorso storico indagato. La ricerca di soddisfare le nuove aspettative, espresse da parte delle Amministrazione e dalla Direzione del Museo Civico, diventa motivo dunque anche per avviare un definitivo recupero funzionale della chiesa e procedere, sulla base dei rinnovati propositi funzionali, di congiungimento della chiesa al Museo, al completo recupero delle sue strutture, con gli interventi di l’adattamento e di conservazione degli spazi interni, necessari alla sua valorizzazione e al completamento delle funzioni collettive insediate. L’odierno complesso mostra in effetti ancora oggi non completamente risolte alcune delle problematiche pregresse, osservabili sul piano “edilizio” sin dalla prima metà del Novecento, rivelando la permanenza delle condizioni deformative e di danneggiamento subite dall’intera struttura della chiesa nel corso dei periodi precedenti. Queste condizioni risultano infatti rilevabili non soltanto sul piano strutturale ma sono accompagnate da un vasto insieme di vincoli, rappresentati dal degrado avanzato delle apparecchiature murarie esterne ed interne alla Chiesa, dei locali e ambienti in condizioni di presidio, convergenti anche sul piano funzionale ed impiantistico. Un insieme di contingenze da eliminare e che si configurano di particolare importanza per la risoluzione delle condizioni di deterioramento osservate sulle superfici degli intonaci e sui materiali, sugli apparati decorativi presenti nella chiesa.
Con questo indirizzo, in funzione di concorrere a determinare coerentemente la nuova fase di adattamento della chiesa si propone l’attuale l’ipotesi di programmazione contenuta dalla Relazione, consequenziale all’esperienza del passato e di estensione del suo percorso storico esplorato. Il programma delle opere da realizzare concorrere in questo senso a ricercarne un metodo adatto, per restituire e proporre insieme i lineamenti del passato e gli odierni programmi. In questa fase la ricerca svolta prospetta una interpretazione tecnica ponendo accanto agli esiti di osservazione e monitoraggio della contingenza l’acquisizione di nuove soglie e caratteristiche prestazionali – delle strutture, apparati, materiali e impianti – che siano in grado di esaurire il lungo percorso di conservazione e rinnovamento attraversato dal complesso.
L’intento di perfezionare l’esperienza del passato prospettata anche, con l’’adozione di un piano di interventi che si renda complementare a quelli precedenti, un programma di lavoro che vuole essere esauriente sia sul piano edilizio che su quello funzionale, in modo da rendere con maggiori soglie di lettura chiarezza all’esperienza pregressa, una migliore comprensione delle differenti fasi storiche di trasformazione dell’edificio e la loro più opportuna individuazione e distinzione. Con questo criterio il principio della programmazione e individuazione degli interventi odierni diventa anche elemento coerente e di continuità, di adattamento e interazione con il passato, che si rinnova necessariamente e si trasforma nelle moderne istanze operative.
In questa logica le profonde trasformazioni subite dall’impianto del San Francesco nel tempo, che hanno comportato anche correzioni addizionali e che in taluni casi mostrano i segni profondi di sovrapposizioni aggiunte e correttive rispetto la configurazione precedente, vengono ristabilite nel rispetto del loro percorso storico assumendo caratteri di rivalutazione.

Tratto dalla relazione tecnica a corredo del progetto definitivo redatto dal Raggruppamento temporaneo di professionisti: Capogruppo Ing. Giuseppe TOSTI  - Mandanti Arch. Paolo BOVO - Ing. Claudio PAGANI – Arch. Cesare ROMEO – Arch. Giorgio RICCI D’ANDONNO – Arch. Marco TANGA – arch. Simona Majo – Ing. Edoardo INGEGNATTI

Ex chiesa di San Francesco Navata destra e cappelle laterali.

PRIMO PIANO | Tutte le news

RSS
12.09.2018 - Stampa e Comunicazione, Lavori Pubblici

Approvato il progetto esecutivo della nuova Scuola dell’Infanzia del Quartiere San Paolo

È stato approvato dalla Giunta...

07.05.2018 - Stampa e Comunicazione, Sport

Trofeo “Rugby e Storia del ‘900. Un patrimonio comune di valori da coltivare”

Sabato 12 maggio, a Cuneo, si svolge il...