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Aziende a rischio di incidente rilevante

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Per rischio industriale si intende un potenziale effetto negativo derivato da una attività industriale.

La valutazione del rischio e gli interventi necessari alla sua mitigazione sono oggetto della normativa “SEVESO” relativa al controllo dei pericoli di incidente rilevante connessi con determinate sostanze pericolose:

  • DPR n. 175 del 17/05/1988: Seveso I - Attuato dalla L.R. n. 32 del 30/6/1992
  • DIRETTIVA 96/82/CE del 9/12/1996: Seveso II - Recepita dal DLGS n. 334 del 17/08/1999
  • DECRETO LEGISLATIVO 26 GIUGNO 2015 N. 105: Seveso III

Con tali provvedimenti si individuano le attività per le quali è necessario effettuare un'approfondita analisi dei rischi legati a certe sostanze, la cui pericolosità è individuata secondo i criteri di una normativa europea specifica.

È possibile ridurre i rischi individuati migliorando le soluzioni tecniche degli impianti e la loro gestione, predisponendo efficaci piani di emergenza esterni ed informando la cittadinanza sulle eventuali azioni autoprotettive da seguire.

Il D. Lgs. 334/1999 e s.m.i. prevede per tutte le “aziende Seveso” (stabilimenti soggetti a Notifica e a Rapporto di Sicurezza) la predisposizione di un Piano di emergenza esterna (PEE) da mettere in atto nel momento in cui un evento incidentale abbia conseguenze all'esterno degli stabilimenti stessi, oltre al Piano di emergenza interna che è già stato introdotto dalla normativa sulla sicurezza del lavoro (D. Lgs. 626/1994 e s.m.i.).

Il Piano di emergenza esterna è quindi uno strumento che consente di gestire in modo efficace ed efficiente un'emergenza: da una parte individua le migliori misure mitigative da adottare a fronte dell'accadimento di incidenti, poiché gli stessi incidenti sono stati preventivamente previsti e analizzati nelle cause e nelle possibili conseguenze, e, dall'altra, individua meccanismi di comunicazione concordati tra le componenti del sistema pubblico che si attivano in ausilio all'azienda. In particolare i Vigili del Fuoco, il 118, l'ARPA e la Protezione Civile.

La Direttiva “Seveso III” – Decreto Legislativo 26 giugno 2015 n. 105

Il 4 luglio 2012 è stata emanata, dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea, la direttiva 2012/18/UE (“Seveso III”) sul controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose. Questo provvedimento sostituisce integralmente, a partire dal 1° giugno 2015, le direttive 96/82/CE (“Seveso II”), recepita in Italia con il D.lgs 334/99, e 2003/105/CE, recepita con il D.lgs. 238/05.

L’aggiornamento della normativa comunitaria in materia di controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi a determinate sostanze pericolose è, in primis, dovuto alla necessità di adeguare la disciplina al recente cambiamento del sistema di classificazione delle sostanze chimiche.

Oltre agli aggiornamenti tecnici necessari per l’adeguamento alla nuova classificazione delle sostanze chimiche, le principali novità introdotte dalla Seveso III” intendono:

  • migliorare e aggiornare la direttiva in base alle esperienze acquisite con la Seveso II, in particolare per quanto riguarda le misure di controllo degli stabilimenti interessati, semplificarne l’attuazione nonché ridurre gli oneri amministrativi;
  • garantire ai cittadini coinvolti un migliore accesso all'informazione sui rischi dovuti alle attività dei vicini impianti industriali “Seveso” e su come comportarsi in caso di incidente;
  • garantire la possibilità di partecipare alle decisioni relative agli insediamenti nelle aree a rischio di incidente rilevante e la possibilità di avviare azioni legali, per i cittadini ai quali non siano state fornite adeguate informazioni o possibilità di partecipazione, in applicazione della Convenzione di Aarhus del 1998.

Il 26 giugno 2015, con l’emanazione del decreto legislativo n° 105, l’Italia ha recepito la direttiva 2012/18/UE (cd. Seveso III), relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose.

Il provvedimento aggiorna la norma precedentemente vigente (D.lgs. n° 334/99, come modificato dal D.lgs. n° 238/2005), confermando sostanzialmente l’impianto e, per quanto riguarda l’assetto delle competenze, l’assegnazione al Ministero dell’interno delle funzioni istruttorie e di controllo sugli stabilimenti di soglia superiore (già definiti come “articolo 8” ai sensi del decreto legislativo n° 334/99) ed alle regioni delle funzioni di controllo sugli stabilimenti di soglia inferiore (già definiti come “articolo 6” ai sensi del medesimo decreto legislativo).

Fra le principali innovazioni introdotte, oltre a quanto sopra riportato, rispetto alle previsioni del decreto legislativo n° 334/99, il D.lgs. n° 105/2015 reca:

  • il rafforzamento del ruolo di indirizzo e coordinamento espletato dal Ministero dell’ambiente. Si prevede, infatti, l’istituzione, presso il Ministero, di un coordinamento per l’uniforme applicazione nel territorio nazionale della normativa introdotta (articolo 11);
  • l’introduzione di una modulistica unificata, a livello nazionale, utilizzabile in formato elettronico per la trasmissione della notifica e delle altre informazioni da parte del gestore (allegato 5);
  • le procedure per l’attivazione del meccanismo della “deroga”, previsto dalla direttiva 2012/18/UE per le sostanze non in grado, in determinate condizioni chimico-fisiche, di generare incidenti rilevanti (articolo 4);
  • il rafforzamento del sistema dei controlli, attraverso la pianificazione e la programmazione delle ispezioni negli stabilimenti (articolo 27);
  • il rafforzamento delle misure necessarie a garantire maggiori informazioni al pubblico, nonché a permettere una più efficace partecipazione ai processi decisionali, in particolare nelle fasi di programmazione e realizzazione degli interventi nei siti in cui sono presenti stabilimenti a rischio di incidente rilevante (articoli 23-24);
  • La definizione delle tariffe per le istruttorie e i controlli (articolo 30 e allegato I).

Assetto delle competenze

Il D.lgs. 105/2015 conferma sostanzialmente l’impianto della norma precedente, assegnando al Ministero dell’interno le funzioni istruttorie e di controllo sugli stabilimenti di soglia superiore (già definiti come “articolo 8” ai sensi del D.lgs 334/99) e alle Regioni le funzioni di controllo sugli stabilimenti di soglia inferiore (già definiti come “articolo 6” ai sensi del medesimo decreto legislativo). In definitiva si individuano:

Autorità competente per tipo di stabilimento

Tipo stabilimento

Autorità competente

Normativa precedente

Soglia inferiore

Regione o Organismo da essa designato

art. 6 DLgs 334/99 e s.m.i.

Soglia superiore

Comitato Tecnico Regionale (CTR) c/o la Direzione Regionale VVFF

art. 8 DLgs 334/99 e s.m.i.

Notifica e rapporto di sicurezza

Art. 6 Dlgs 334/99 e s.m.i. - NOTIFICA

La NOTIFICA è una autocertificazione nella quale il gestore dello stabilimento indica:

  • il nome o la ragione sociale del gestore e l'indirizzo completo dello stabilimento;
  • la sede o il domicilio del gestore, con l'indirizzo completo;
  • il nome o la funzione della persona responsabile dello stabilimento;
  • le notizie che consentano di individuare le sostanze pericolose o la categoria di sostanze pericolose, la loro quantità e la loro forma fisica;
  • l'attività, in corso o prevista, dell'impianto o del deposito;
  • l'ambiente immediatamente circostante lo stabilimento e, in particolare, gli elementi che potrebbero causare un incidente rilevante o aggravarne le conseguenze.

Art. 8 Dlgs 334/99 e s.m.i. – RAPPORTO DI SICUREZZA

Il RAPPORTO DI SICUREZZA deve evidenziare che:

  • è stato adottato il sistema di gestione della sicurezza;
  • i pericoli di incidente rilevante sono stati individuati e sono state adottate le misure necessarie per prevenirli e per limitarne le conseguenze per l'uomo e per l'ambiente;
  • la progettazione, la costruzione, l'esercizio e la manutenzione di qualsiasi impianto, deposito, attrezzatura e infrastruttura, connessi con il funzionamento dello stabilimento, che hanno un rapporto con i pericoli di incidente rilevante nello stesso, sono sufficientemente sicuri e affidabili;
  • sono stati predisposti i piani d'emergenza interni e sono stati forniti all'autorità competente gli elementi utili per l'elaborazione del piano d'emergenza esterno al fine di prendere le misure necessarie in caso di incidente rilevante.

Aziende soggette a notifica

Nel Comune di Cuneo:

  • n. 1 impianto di cui agli artt. 6 e 8 del Dlgs 334/99 e s.m.i.: MICHELIN ITALIANA SPA

La Ditta SOL SPA (precedentemente art. 6 del Dlgs 334/99 e s.m.i.), in data 21/06/2018 ha trasmesso a ISPRA l’uscita dalla Seveso: tale notifica è stata approvata.

È inoltre possibile avere maggiori informazioni ed il contenuto integrale della scheda informativa delle Aziende presso gli uffici del Servizio Ambiente e Mobilità – Piazza Torino n. 1, Cuneo.

Di seguito si riportano i dépliant informativi relativi ai Piani di emergenza esterni delle Ditte Michelin Italiana Spa e Sol Spa:

Dépliant Michelin Italiana Spa

Scheda di informazione sui Rischi di Incidente Rilevante per i Cittadini ed i Lavoratori Michelin Italiana Spa

Dépliant Sol Spa

Scheda di informazione sui Rischi di Incidente Rilevante per i Cittadini ed i Lavoratori Sol Spa

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